Michele Lomazzi Head of P&C Product Wopta Assicurazioni - Articolo blog #36

Polizza Cat Nat obbligatoria: cosa copre e cosa ci insegna l’estate 2026

Michele LomazziHead of P&C Product di Wopta Assicurazioni

29/09/2026

Gli eventi estremi dell’estate 2026 hanno riportato al centro dell’attenzione la vulnerabilità di territori, abitazioni e attività produttive. Per le imprese è però importante distinguere tra rischi coperti dalla polizza Cat Nat obbligatoria e altri eventi atmosferici, come grandine, trombe d’aria o alcuni tipi di allagamento, che possono richiedere coperture assicurative specifiche.

La polizza Cat Nat prevista dalla normativa italiana copre infatti i danni direttamente causati da terremoto, alluvione, inondazione, esondazione e frana ai beni previsti dalla legge. Non tutti gli eventi naturali o climatici rientrano quindi automaticamente nella copertura obbligatoria.

Estate 2026: gli eventi estremi mostrano quanto sia importante conoscere i rischi

A fine agosto Cremona è stata colpita da un violento evento atmosferico: in circa venti minuti è caduta una quantità di pioggia pari all’80% di quella normalmente registrata nell’intero mese di agosto, accompagnata da grandine fino a dieci centimetri di diametro e raffiche di vento fino a 90 km/h.

Tetti, veicoli e attività hanno subito danni rilevanti. Un episodio utile anche per comprendere una distinzione assicurativa fondamentale: grandine, vento forte e altri eventi atmosferici non rientrano necessariamente nella polizza Cat Nat obbligatoria. A seconda della causa e delle condizioni contrattuali, questi rischi possono richiedere una polizza eventi atmosferici o specifiche estensioni di garanzia.

Nello stesso periodo, diversi Paesi europei sono stati interessati da incendi di grande estensione. Secondo un'analisi del Financial Times, nei primi mesi della stagione degli incendi i danni economici in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania avevano già superato i 3 miliardi di euro.

Anche quanto accaduto nell'area himalayana tra Nepal e Tibet, dove il collasso di un ghiacciaio ha provocato una devastante alluvione, evidenzia come la combinazione tra caratteristiche del territorio ed eventi naturali estremi possa avere conseguenze molto rilevanti su persone, infrastrutture e attività economiche.

Polizze Cat Nat: cosa dicono gli ultimi dati IVASS

Secondo la rilevazione IVASS aggiornata al 30 aprile 2026, su circa 4,3 milioni di imprese non agricole censite dall'ISTAT soltanto il 16% risulta assicurato contro i rischi catastrofali naturali, rispetto al 13% registrato a gennaio 2026.

Le polizze Cat Nat attive sono circa 683.000, in crescita del 14,5% rispetto alle circa 596.000 di gennaio. Nello stesso periodo il valore complessivamente assicurato è aumentato di circa il 30%, mentre i premi sono cresciuti del 27,9%.

Il mercato assicurativo si è progressivamente strutturato: sono 45 le compagnie che offrono coperture Cat Nat, di cui 33 vigilate direttamente da IVASS e 12 imprese estere operanti in Italia.

Il premio mediano rilevato da IVASS è pari a circa 203 euro annui, ma il costo effettivo può variare significativamente in funzione dell'ubicazione dell'impresa, dei beni assicurati, del loro valore e dell'esposizione territoriale ai diversi rischi.

Il protection gap italiano: il 79% dei danni resta scoperto

La questione non riguarda soltanto l'adempimento dell'obbligo assicurativo.

Secondo il Natural Risk Index presentato da Unipol, in Italia circa 41 milioni di unità immobiliari sono potenzialmente esposte a eventi catastrofali, con un valore complessivo di ricostruzione stimato in circa 14.400 miliardi di euro, pari a circa sette volte il PIL nazionale.

Il costo medio annuo atteso delle catastrofi naturali viene stimato in circa 7 miliardi di euro.

Ancora più significativo è il protection gap, cioè la quota dei danni potenziali non coperta da assicurazione: in Italia raggiunge il 79%.

In altre parole, su 100 euro di danni causati da eventi catastrofali, mediamente soltanto 21 risultano coperti da strumenti assicurativi. Il divario presenta inoltre forti differenze territoriali, passando dal 72% del Trentino-Alto Adige al 93% della Calabria.

Per specifici rischi naturali la sottoassicurazione è ancora più elevata: analisi europee hanno stimato un protection gap italiano del 98% per il terremoto e del 97% per le alluvioni.

Cosa copre la polizza Cat Nat obbligatoria?

La normativa italiana ha introdotto l'obbligo di assicurazione contro le catastrofi naturali per le imprese con sede legale in Italia e per le imprese estere con una stabile organizzazione nel Paese, tenute all'iscrizione nel Registro delle imprese. Sono escluse dall'obbligo le imprese agricole, fermo restando il regime specifico previsto per pesca e acquacoltura.

La copertura obbligatoria riguarda i danni direttamente causati da:

  • terremoto;
  • alluvione;
  • inondazione;
  • esondazione;
  • frana.

I beni interessati dall'obbligo comprendono, secondo quanto previsto dalla normativa, terreni, fabbricati, impianti e macchinari e attrezzature industriali e commerciali impiegati nell'attività d'impresa.

Per ulteriori chiarimenti sull'applicazione dell'obbligo è possibile consultare anche le FAQ ufficiali del MIMIT sulle polizze catastrofali

Cosa non copre necessariamente la Cat Nat?

Questo è uno degli aspetti più importanti per un'impresa.

Catastrofe naturale ed evento atmosferico non sono sinonimi dal punto di vista assicurativo.

Grandine, vento forte, trombe d'aria e altri fenomeni atmosferici non rientrano automaticamente nel perimetro della polizza Cat Nat obbligatoria. Anche le modalità con cui si verifica un allagamento devono essere valutate rispetto alle definizioni previste dalla polizza.

Per questi rischi possono quindi essere necessarie** garanzie eventi atmosferici o altre coperture specifiche.**

Anche merci e scorte non rientrano tra i beni che la legge impone di assicurare e possono richiedere estensioni dedicate.

Perché la sola copertura obbligatoria può non essere sufficiente

Per un'impresa un evento naturale può produrre conseguenze che vanno ben oltre il danno fisico a un fabbricato o a un macchinario.

Un'alluvione, una grandinata particolarmente intensa o un altro evento estremo possono provocare l'interruzione dell'attività, rendere inutilizzabili merci e scorte, bloccare la produzione o compromettere temporaneamente i rapporti con clienti e fornitori.

Per approfondire questo rischio: Business Interruption: perché è un rischio per le PMI.

Per questo, oltre alla copertura Cat Nat prevista dalla legge, nella valutazione complessiva del rischio può essere opportuno considerare:

  • eventi atmosferici;
  • incendio;
  • merci e scorte;
  • danni indiretti e interruzione dell'attività, o Business Interruption;
  • costi necessari per il ripristino dell'operatività.

La protezione dovrebbe quindi essere costruita sulla reale esposizione geografica, patrimoniale e operativa dell'impresa, perché il rischio può cambiare significativamente da territorio a territorio.

Cosa succede se un'impresa non stipula la polizza Cat Nat?

La normativa non prevede una sanzione pecuniaria diretta generalizzata a carico dell'impresa che non stipula la copertura.

Prevede invece che dell'inadempimento dell'obbligo assicurativo si debba tenere conto nell'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie pubbliche, comprese quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.

Gli effetti concreti dipendono dalla disciplina della singola misura pubblica. Il MIMIT ha chiarito questo aspetto nelle proprie FAQ sulle conseguenze del mancato adempimento dell'obbligo Cat Nat.

Dall'obbligo assicurativo alla resilienza dell'impresa

I numeri mostrano un paradosso: l'Italia presenta un'elevata esposizione ai rischi naturali ma continua ad avere un protection gap molto ampio.

L'obbligo Cat Nat rappresenta quindi un primo livello di protezione, ma non esaurisce tutti i rischi ai quali può essere esposta un'impresa.

Gli eventi del 2026 mostrano perché sia importante conoscere cosa copre la polizza Cat Nat e cosa invece richiede garanzie aggiuntive. Terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane rientrano nel perimetro dell'obbligo; grandine, vento, incendi, merci, scorte e conseguenze dell'interruzione dell'attività possono invece richiedere protezioni ulteriori.

L'obiettivo non dovrebbe essere soltanto adempiere a un obbligo normativo, ma costruire una protezione capace di salvaguardare il patrimonio e, soprattutto, la continuità dell'attività d'impresa.

Per una protezione più ampia dell'attività è possibile approfondire anche Wopta per te Artigiani & Imprese.

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Domande frequenti sulla polizza obbligatoria Cat Nat

Quali eventi copre la polizza Cat Nat obbligatoria? La copertura prevista dalla normativa riguarda terremoto, alluvione, inondazione, esondazione e frana.

La grandine è coperta dalla polizza Cat Nat? Non dalla sola copertura Cat Nat obbligatoria. I danni da grandine rientrano normalmente nell'ambito delle garanzie dedicate agli eventi atmosferici, secondo quanto previsto dalle condizioni della specifica polizza.

Le merci sono comprese nell'obbligo Cat Nat? No. Le merci e le scorte non fanno parte dei beni che la normativa impone di assicurare, ma possono essere protette attraverso specifiche estensioni.

La Business Interruption è obbligatoria? No. La copertura delle perdite derivanti dall'interruzione dell'attività non rientra nell'obbligo minimo previsto dalla normativa e dipende dalle garanzie offerte dalla polizza.

Quanto costa una polizza Cat Nat? Il costo dipende da diversi fattori, tra cui ubicazione, rischio sismico e idrogeologico, tipologia e valore dei beni assicurati. Nella rilevazione IVASS al 30 aprile 2026 il premio mediano dei contratti monitorati era pari a 203 euro.

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